Il primo pensiero odierno al risveglio porta alla finestra della nostra stanza, pioggia era prevista e pioggia è! Ma non possiamo certo metterci a rimuginare su questo, bisogna giungere alla meta quindi meglio caricarsi con una bella colazione così dopo aver impacchettato per bene gli zaini (oggi le fotocamere resteranno a riposo per l’intera giornata e lasceranno spazio ai cellulari) scendiamo nella sala colazione alle 7:30 in punto e troviamo tutto pronto: la tavola è imbandita con marmellate fatte in casa in tre gusti, yogurt, pane appena sfornato, frutta, miele, succhi, c’è la macchinetta per il caffè e non manca ovviamente il comparto salato con diversi tipi di formaggi ed affettati di produzione propria. La signora ci chiede anche se deve prepararci delle uova oppure un’omelette ma decliniamo l’invito; è tutto buonissimo, approfittiamo per prepararci un panino da mangiare a pranzo e Federico acquista anche una marmellata da portare a casa. 

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Torniamo in stanza a sistemare le ultime cose ed alle nove ci incamminiamo sotto la pioggia: la tappa odierna costeggerà dall’inizio alla fine il fiume Isonzo, per la maggior parte del tempo saremo sulla sponda sinistra ma ci sono diversi ponti da attraversare per passare di tanto in tanto dall’altra parte.

     Lunghezza: 23,5 km

    Tempo in movimento: 6h22′ 

     Tempo complessivo: 7h07′

    Dislivello in salita: 339 m

   Dislivello in discesa: 507 m

    Punto più alto: 625 m

    Punto più basso: 392 m

Cliccando sul pulsante Maggiori informazioni potrete accedere alla pagina di Outdooractive dove è riportato il riassunto della tappa; potrete seguire il nostro percorso ammirando le foto fatte durante l’escursione, scaricare le tracce gpx e kml per non perdervi durante il vostro trekking oltre a tutte le informazioni in formato PDF per averle sempre a portata di mano.

Uno dei ponti sull'Isonzo

Iniziamo con un buon passo sperando che nel primo pomeriggio la pioggia cessi, il meteo dà qualche speranza e noi ci aggrappiamo a questa. Il sentiero si snoda sempre nel bosco ed alle 11:30 raggiungiamo la Fattoria Jelincic dove veniamo attratti da un cartello che pubblicizza la vendita di formaggi e non vogliamo farci scappare l’occasione anche nella speranza di ripararci un attimo dalla pioggia che continua a battere incessantemente. Passiamo in mezzo ad un bellissimo campeggio fatto di graziose casette in legno e chiediamo informazioni ad un signore che ci accompagna in una stanza dove veniamo avvolti da un favoloso odore di latte e formaggio, facciamo un assaggio ed acquistiamo una bella forma.

Fattoria Jelincic

Se questa mattina l’esperienza sotto l’acqua ci sembrava entusiasmante e aggiungeva un tocco di avventura in più alla nostra giornata ora vorremmo sinceramente che smettesse però per fortuna non avviene e lo diciamo perché lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi quando giungiamo alle Grandi Gole dell’Isonzo è qualcosa di innaturale, che non avrebbe avuto lo stesso sapore in condizioni meteo differenti. Infatti se la gola è di per se favolosa, le cascate che si creano con la pioggia e che si riversano nelle gole stesse danno al tutto un tocco magico, ineguagliabile. Scendiamo con prudenza in un paio di punti dove possiamo affacciarci sul fiume e restiamo ad ammirare a bocca aperta scattando foto a ripetizione.

Grandi Gole dell'Isonzo

Tornati sul sentiero giungiamo al ponte sulle gole e ne approfittiamo per mangiare il panino preparato a colazione; proseguiamo senza sosta verso la destinazione finale di Bovec ed è qui che Derio inizia ad avere i primi problemi con le vesciche ai piedi. Man mano che andiamo avanti la situazione peggiora ma lo spettacolo del fiume di fianco a noi gli dà la forza di non pensare al dolore; prima che il fiume si riallarghi nel suo letto ammiriamo le ultime insenature di giornata, le Gole di Krsovec. Da qui in poi l’Isonzo scorre più placido in una valle spettacolare, passiamo sopra qualche altro ponte ed alle 16 giungiamo finalmente a Bovec, ovviamente sempre sotto l’acqua. Ci dirigiamo all’Apartment Rupnik e quando siamo a destinazione vediamo un biglietto che indica di ritirare le chiavi ad un altro indirizzo, peccato che sia dall’altra parte del seppur piccolo paese e ci tocca camminare per un altro mezzo chilometro abbondante come se i 23 macinati finora non fossero sufficienti. Raggiungiamo la casa indicata e ci apre una vecchina molto simpatica, cerchiamo di comunicare in inglese ma lei subito passa all’italiano, la signora inizia a raccontarci della mamma che aveva lavorato per anni in Italia ed alla fine ci offre una grappa che però rifiutiamo cortesemente essendo a stomaco vuoto. Insiste però per accompagnarci in auto all’appartamento e questo invito non possiamo rifiutarlo, Fede si fa dei problemi ad entrare in auto tutto bagnato poi vede le condizioni del mezzo del marito e quasi quasi preferirebbe tornare indietro a piedi. Entrati in casa la signora ci spiega il funzionamento dei termosifoni poi si perde un po’ e ci liquida simpaticamente con un bel “E ora arrangiatevi!!! La salutiamo e sull’uscio ci invita a mettere su Booking tutti “dieci, dieci,dieci!!!” sempre con i suoi modi molto pittoreschi e divertenti. La casa è su tre piani, al pianterreno ci sono la cucina ed un salottino, molto moderni e ben accessoriati, c’è anche una stanzetta con un wc, al secondo piano una camera da letto con un matrimoniale ed un lettino singolo e stessa cosa al terzo piano dove c’è anche il bagno con la doccia. Per avere il bagno a portata di mano ci sistemiamo all’ultimo piano, accendiamo i termosifoni, sarà l’unica sistemazione con riscaldamento autonomo ma capita proprio dove ci serve visto che abbiamo tutti i panni e le scarpe da asciugare. Andiamo a fare una meritata doccia bollente però la cabina è veramente minuscola, quasi da non riuscire a muoversi all’interno, la signora purtroppo deve scordarsi i “tutti dieci”. Ritemprati usciamo a fare un giro per il paese e compriamo qualcosa per la colazione di domani dal fido Mercator e poi cerchiamo di andare a cena alla Gostisce Sovdat ma la cameriera ci dice che sono pieni e ci liquida in maniera piuttosto brusca così dirottiamo sulla vicina Gostilna Letni Vrt dove troviamo posto.

Gostilna Letni Vrt

Ci scoliamo subito due birre poi ordiniamo due jota (una minestra a base di crauti, fagioli e patate) veramente squisite ed un mix di carne per due ancora più grande di  quello mangiato la prima sera a Tolmin: ci sono quattro cevapcici, due cotolette impanate, due bistecchine di manzo e due petti di pollo sopra un letto di patate fritte e verdure miste. Chiudiamo la cena con altre due birre e stracolmi ce ne torniamo in camera per il meritato riposo.

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