Siete alla ricerca di un’escursione facile, adatta a tutti, dai bambini alle persone più in là con gli anni, che non richieda una grande preparazione fisica e che sia percorribile durante tutto l’anno ma che al tempo stesso garantisca una resa veramente incredibile rispetto allo sforzo richiesto? Se la risposta è affermativa allora l’escursione che fa per voi è quella che porta all’Eremo di San Bartolomeo in Legio.

Indice dei Contenuti

UN PO' DI STORIA

L’origine dell’eremo è abbastanza incerta, si dice che risalga all’XI secolo e che intorno al 1250 sia stato restaurato ed abbia assunto le sembianze attuali. L’opera di restauro è avvenuta per volontà di Pietro da Morrone che vi si stabilì intorno al 1274 per almeno due anni, al ritorno dal suo viaggio a Lione fatto per ottenere dal papa Gregorio X il riconoscimento della sua Congregazione dei Celestini.

Pietro da Morrone, che diventerà poi Papa Celestino V, è conosciuto nella Divina Commedia di Dante come il Papa del gran rifiuto in quanto il 13 dicembre 1294 davanti al concistoro riunito a Napoli, dopo solo tre mesi e quindici giorni dalla sua elezione, abdicò con una cerimonia plateale scendendo dal trono, togliendosi l’anello, la tiara e il mantello, per poi rivestirsi con la tonaca della sua congregazione. Infine, sedendosi a terra, invitò il collegio a eleggere al più presto un nuovo papa, per il bene della Chiesa.

I motivi di tale rifiuto sono rimasti avvolti nel mistero ma sono bastati al Sommo Poeta per inserirlo nell’Antinferno tra gli ignavi definendolo “Colui che fece per viltade il gran rifiuto”.

Il rapporto con la Maiella ha caratterizzato tutta la vita di Pietro da Morrone, nato in Molise e che ad appena vent’anni intraprese un viaggio a piedi verso Roma per farsi consacrare sacerdote ma, sorpreso da una tormenta di neve, trovò rifugio tra le grotte della Maiella. 

Da allora ebbe inizio la vita eremitica del giovane che si spostò lungo la montagna alla ricerca di luoghi sempre più nascosti e creò una serie di eremi tra i quali appunto quello di San Bartolomeo in Legio.

Pietro da Morrone

Questo vagabondare tra le montagne d’Abruzzo ha ispirato anche la creazione di un sentiero di più giorni denominato Cammino di Celestino che tocca in sei tappe tutta una serie di eremi ed abbazie della Montagna Madre e del Morrone, vi lasciamo il link al cammino se foste interessati ad intraprenderlo. 

Mappa del Cammino di Celestino

COME RAGGIUNGERE L'EREMO: I DUE SENTIERI

L’Eremo di San Bartolomeo è raggiungibile in modo agevole da due lati, dal versante meridionale partendo da Decontra e arrivando al vallone con una bella vista sulla Valle Giumentina, si tratta di un percorso di circa 5 km e 300 metri di dislivello che non presenta difficoltà tecniche, solamente l’ultima discesa fino al corso del fiume è un po’ ripida poi da lì si risale con una pendenza decisa fino all’eremo.

L’alternativa è il sentiero che arriva dal versante settentrionale e che parte da Roccamorice ed è proprio di questo che vogliamo parlarvi in questo articolo. Unendo queste due tratte si ottiene una delle tappe del Cammino di Celestino, quella che collega appunto Roccamorice con Decontra.

Sentiero da Decontra
Sentiero da Roccamorice

SENTIERO DA ROCCAMORICE

Come descritto nell’introduzione questa è un’escursione adatta a tutte le persone e per tutte le stagioni tant’è che ci siamo trovati a percorrerla diverse volte, da soli, in famiglia con bambini e suoceri, in primavera, in autunno ed in inverno, forse l’estate è proprio il periodo meno consigliato visto che non siamo molto alti (circa 600 metri) e può essere molto caldo.

QUANDO EFFETTUARE L’ESCURSIONE

Il sentiero è aperto e percorribile tutto l’anno, come spesso accade le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno quando le temperature sono perfette ed invitano a camminare. Se decidete di affrontare questa escursione in estate è bene partire molto presto in quanto le temperature diventano subito molto alte trovandoci ad una quota non molto elevata che va dai 650 agli 850 metri circa. Per contro in inverno è possibile trovare neve sul percorso e la parte in discesa con i gradoni insieme all’ingresso all’eremo possono essere più scivolosi del solito se ghiacciati.

Il sentiero in inverno

COME ARRIVARE AL PUNTO DI PARTENZA DEL SENTIERO

A circa 4 km dal borgo di Roccamorice la strada si stringe e vi troverete di fronte ad un bivio con le indicazioni per l’Eremo di Santo Spirito. Proseguendo su questa strada prestate attenzione perché dopo poco meno di duecento metri troverete sulla destra il cartello che indica l’Eremo di San Bartolomeo. Qui la strada stringe ancora di più e diventa sterrata ma percorribile tranquillamente da qualsiasi tipo di auto, alla vostra destra troverete il ristorante Macchie di Coco con annesso parcheggio, potete iniziare l’escursione già da qui oppure proseguire ancora in auto per un paio di centinaia di metri dove è possibile parcheggiare lungo la strada o proseguire fino ad un altro ristorante, il Terrae Eremis; se lascerete qui l’auto dovrete tornare indietro di cento metri per raggiungere l’imbocco del sentiero.

Clicca questa icona sulla mappa per visualizzarla a schermo intero

Parcheggio Terrae Eremis

SCHEDA TECNICA DEL PERCORSO

   Lunghezza: 3,5 km

   Tempo in movimento: 1h

   Tempo complessivo: 1h20′

   Dislivello in salita: 219 m

   Dislivello in discesa: 219 m

   Punto più alto: 844 m

   Punto più basso: 667 m

   Lunghezza: 3,5 km

   Tempo in movimento: 1h

   Tempo complessivo: 1h20′

   Dislivello in salita: 219 m

   Dislivello in discesa: 219 m

   Punto più alto: 844 m

   Punto più basso: 667 m

Cliccando sul pulsante Maggiori informazioni potrete accedere alla pagina di Outdooractive dove è riportato il riassunto della tappa; potrete seguire il nostro percorso ammirando le foto fatte durante l’escursione, scaricare le tracce gpx e kml per non perdervi durante il vostro trekking oltre a tutte le informazioni in formato PDF per averle sempre a portata di mano.

DESCRIZIONE DEL SENTIERO

Come abbiamo già ripetuto diverse volte il sentiero è molto breve e semplice, si tratta di un chilometro e mezzo per la sola andata che richiede poco più di mezz’ora e si torna poi indietro sulla stessa strada. Se avrete parcheggiato presso il ristorante Macchie di Coco dovrete fare un centinaio di metri a piedi e poi imboccare il sentiero sulla sinistra mentre se avete lasciato l’auto presso il parcheggio del ristorante Terrae Eremis dovrete tornare indietro e poi svoltare a destra.

Indicazioni per il parcheggio Terrae Eremis
L'inizio del sentiero

Seguendo la cartellonistica ed i segnavia bianchi e rossi del parco si parte per un primo tratto in discesa all’interno di un boschetto, se affrontate l’escursione in autunno le foglie degli alberi creeranno un soffice tappeto sul quale camminare oltre a poter gustare dei colori del foliage mentre in inverno è possibile ammirare tutt’intorno le vette innevate dell’Appennino abruzzese.

Il sentiero in autunno
Panorama invernale

La strada svolta leggermente verso destra ed il bosco si dirada, dopo circa 600 metri si incontra un primo bivio contrassegnato da una croce, proseguendo dritto si raggiunge il comune di Roccamorice mentre noi dobbiamo girare a sinistra.

La segnaletica del primo bivio
Primo bivio, la croce

La strada prosegue in leggera discesa per poi iniziare a scendere in maniera più decisa con l’ausilio di alcuni gradoni in legno; questo è un punto dove occorre prestare attenzione perché è facile scivolare soprattutto se il terreno è umido oppure in inverno se c’è neve quindi a maggior ragione se siete con dei bambini tenete gli occhi bene aperti qui.

Il tratto con i gradoni

Al termine della discesa c’è un secondo bivio, sono circa 300 metri dal precedente, a destra si prosegue per il sentiero C1 mentre andando verso sinistra si continua per l’eremo, da qui si ha una vista meravigliosa sul vallone sottostante.

Il vallone di Santo Spirito
Il secondo bivio

Seguendo il sentiero in leggera discesa alternato con qualche saliscendi si giunge ad una grossa croce in ferro, andando ancora avanti si incontra una seconda croce e poco dopo si ha una vista sul sottostante torrente Capo la Vena; lungo tutto il percorso incontriamo diverse croci, segno della natura spirituale di questo sentiero, non per niente ci troviamo su una delle tappe del Cammino di Celestino.

Il sentiero verso l'eremo
L'ultima croce
Il sentiero dopo il secondo bivio

A questo punto siamo quasi giunti a destinazione, c’è solo da affrontare la parte più divertente di questa escursione anche se allo stesso tempo bisogna stare veramente molto attenti a non scivolare, infatti bisogna scendere lungo una scalinata in pietra levigata resa scivolosa dall’acqua che cola dalla roccia durante tutto l’anno, occorre abbassare la testa per superare l’angusto arco naturale e ci si trova davanti allo stretto corridoio scavato nella roccia che porta all’Eremo di San Bartolomeo in Legio

Questo è veramente un passaggio favoloso, una sorta di galleria aperta su di un lato con di fronte l’eremo scavato nella roccia.

L'arco di accesso all'eremo
Eremo di San Bartolomeo in Legio

Da qui è possibile affacciarsi sul vallone sottostante raggiungibile attraverso una stradina a tornanti che porta fino al letto del fiume, si tratta di un’area molto scivolosa e non bisogna andare oltre i cartelli di divieto perché c’è il serio pericolo di cadere in acqua. Dal letto del torrente Capo La Vena è possibile ammirare nella sua interezza la particolare conformazione dell’eremo all’interno dell’imponente parete rocciosa.

Torrente Capo la Vena
L'eremo visto dal torrente

All’interno dell’eremo ci sono due affreschi del XIII secolo, una Madonna col Bambino e un Cristo benedicente. L’oratorio è quasi interamente incastonato nella roccia, sopra l’altare cinquecentesco c’è una nicchia contenente una statua lignea ottocentesca di San Bartolomeo, raffigurato con un coltello nella mano destra e la propria pelle a tracolla, la statua durante la festa patronale viene trasportata in processione fino al paese di Roccamorice.

Interno dell'Eremo di San Bartolomeo

Una porticina a sinistra dell’altare immette nella parte abitativa dell’eremo, da qui si possono scendere dei gradini in pietra ed ammirare la struttura da dietro oltre alle montagne circostanti ed al torrente che scorre in basso.

L'eremo visto da dietro
Eremo di San Bartolomeo
L'ingresso dell'eremo

Prima di tornare sui vostri passi e ripercorrere la strada a ritroso è possibile fare una piccola sosta picnic su un tavolo in legno allestito proprio di fronte all’ingresso dell’eremo; ovviamente la raccomandazione, qui come lungo tutto il percorso, è di portare indietro i propri rifiuti e gettarli nei cassonetti presenti nell’area parcheggio.

Categorie: Italia

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