Come abbiamo descritto nell’articolo sulle tappe slovene dell’Alpe Adria Trail che potete leggere a questo link la nostra prima sosta di questo viaggio nella nazione verde d’Europa è stata nella cittadina di Tolmin che abbiamo utilizzato per visitarne i dintorni, nello specifico l’Itinerario storico di Caporetto e le Gole del Tolmin.

Questa zona della Slovenia oltre a delle incredibili bellezze naturali offre anche un patrimonio storico ineguagliabile; sulle rive dell’Isonzo  si sono svolti alcuni degli scontri più cruenti della Prima Guerra Mondiale culminati con una delle disfatte più dolorose per il nostro esercito, la battaglia di Caporetto, che costò circa trecentomila prigionieri e la testa del Generale Luigi Cadorna che fu avvicendato con il Generale Armando Diaz.

Partiamo da Vigevano un pomeriggio di fine settembre giungendo a Tolmin dopo poco più di cinque ore di guida; grazie al navigatore troviamo senza troppi problemi l’Apartma Orhideja con la cui proprietaria avevamo già raggiunto accordi via email per lasciare la nostra auto nel parcheggio durante i quattro giorni trascorsi a camminare lungo i sentieri dell’Alpe Adria Trail.

Lasciati velocemente i bagagli in camera facciamo un salto nel vicino supermercato Hofer dove prendiamo qualcosa per la colazione di domani poi proseguiamo verso il ristorante Labrca che abbiamo selezionato su Tripadvisor; si trova proprio lungo il Fiume Soca e fa parte dell’agenzia Maya che organizza attività outdoor come mountain bike, canyoning, rafting e tanto altro. La struttura è molto bella sia all’esterno, con un ampio parcheggio ed un grande parco giochi, sia all’interno con un arredamento completamente in legno  anche se quello che ci fa innamorare realmente è la cameriera!!! Prendiamo subito una bottiglia di birra ed un antipasto che viene accompagnato da una sorta di focaccia calda veramente deliziosa e poi dividiamo un piatto di carne mista che comprende hamburger, petto di pollo, ovviamente la specialità della zona ossia i cevapcici, una tonnellata di patatine fritte ed una montagna di contorni che vanno dalle cipolle ai peperoni, una cosetta leggera insomma!!!

Alpe Adria Trail: le quattro tappe in territorio sloveno

Leggi anche il nostro articolo sul "thru hike" di quattro giorni lungo le tappe slovene del famoso Alpe Adria Trail

Indice dei Contenuti

ITINERARIO STORICO DI CAPORETTO

Cominceremo la nostra prima giornata piena in terra slovena con una bella escursione: il suono della sveglia non è mai così piacevole come quando si è in viaggio così non fatichiamo assolutamente quando alle 6:30 il cellulare ci comunica che è ora di scendere giù dal letto; in realtà eravamo ad occhi aperti già da un po’ intenti ad accusarci vicendevolmente su chi russasse più forte. Sistemiamo velocemente i bagagli in auto e partiamo alla volta di Kobarid (Caporetto) che dista poco più di dieci minuti da Tolmin; troviamo un parcheggio a pagamento proprio di fronte alla Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine ed è proprio da lì che parte l’Itinerario storico di Caporetto. Si tratta di un’escursione di circa nove chilometri comprensivi di alcune deviazioni che si arrampica da principio per i tornanti che portano all’Ossario Italiano della Prima Guerra Mondiale per poi immergersi nel bosco e raggiungere le rovine di alcuni insediamenti ancestrali, percorrere le linee di difesa italiane durante la Grande Guerra e poi terminare sulle rive dell’Isonzo da dove parte la deviazione per la Cascata Kozjak prima delle ultime tappe nell’abitato di Caporetto.

SCHEDA TECNICA DEL PERCORSO

   Lunghezza: 9,1 km

     Tempo in movimento: 2h02’

     Tempo complessivo: 3h18’

     Dislivello in salita: 309 m

   Dislivello in discesa: 309 m

     Punto più alto: 402 m

     Punto più basso: 220 m

 

   Lunghezza: 9,1 km

     Tempo in movimento: 2h02’

     Tempo complessivo: 3h18’

     Dislivello in salita: 309 m

     Dislivello in discesa: 309 m

     Punto più alto: 402 m

     Punto più basso: 220 m

Cliccando sul pulsante Maggiori informazioni potrete accedere alla pagina di Outdooractive dove è riportato il riassunto della tappa; potrete seguire il nostro percorso ammirando le foto fatte durante l’escursione, scaricare le tracce gpx e kml per non perdervi durante il vostro trekking oltre a tutte le informazioni in formato PDF per averle sempre a portata di mano.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Dalla piazza antistante la chiesa si inizia a salire sul colle del Gradič con dei lievi tornanti lungo i quali sono raffigurate le stazioni della Via Crucis, non sappiamo se dobbiamo prenderlo come un avvertimento su quello che sarà il nostro percorso da qui in poi ma tiriamo avanti fino a giungere in pochi minuti all’Ossario Italiano della Prima Guerra Mondiale che racchiude anche la chiesa di Sant’Antonio Abate. L’ossario dalla forma ottagonale fu progettato dallo scultore Giannino Castiglioni e dell’architetto Giovanni Greppi e venne inaugurato da Benito Mussolini nel settembre del 1938; contiene i resti di oltre 7000 soldati italiani, tra queste salme ve ne sono 1748 ignote che sono raccolte in sei tombe poste ai lati delle scalinate centrali. Il cielo plumbeo e la completa solitudine rendono il posto magico, da qui è possibile ammirare dall’alto la cittadina di Caporetto, le sponde del fiume Isonzo ed intorno a noi le vette imbiancate dalla neve fresca di questa notte.

Ossario Italiano

Proseguiamo la nostra camminata immergendoci nel bosco dove un sentiero fatto di foglie e radici , sempre in salita, ci porta al Tonocov Grad, dove su uno sperone roccioso ci sono i resti di alcune costruzioni di epoche diverse che spaziano dall’età del rame al Medioevo; nel periodo di massimo splendore quassù si ergevano una ventina di abitazioni ed alcune chiese. Dopo aver passeggiato tra gli antichi reperti iniziamo la discesa verso le rive dell’Isonzo attraversando quelle che furono le linee di difesa italiane durante la Grande Guerra ed è ancora possibile ammirarne le trincee. Giungiamo quindi al ponte sull’Isonzo, purtroppo le forti piogge dei giorni scorsi lo hanno caricato di detriti e quindi non mostra il magnifico colore azzurro che lo contraddistingue.

Tonocov Grad

Attraversato il ponte incontriamo il sentiero che porta alla Cascata Kozjak che può essere raggiunta anche con un altro percorso che parte da un parcheggio subito dopo il Ponte di Napoleone ed è sicuramente il modo più agevole per chi non volesse camminare molto anche se l’Itinerario storico merita decisamente lo sforzo di questi  8-9 km nei boschi.

Il nostro consiglio: se non ve la sentite di affrontare l’intero sentiero dell’Itinerario Storico di Caporetto non perdetevi assolutamente la breve passeggiata, 3 km tra andata e ritorno tutti in piano, per la Cascata Kozjak partendo dal parcheggio poco dopo il Ponte di Napoleone, il breve sforzo verrà ampiamente ricompensato dalla bellezza di questa cascata.

Linee di difesa italiane
Ponte sull'Isonzo

Svoltiamo quindi a sinistra ed iniziamo a risalire il fiume fino a giungere a delle prime cascate, molto fragorose, che necessitano di una piccola deviazione lungo una ripida discesa per essere ammirate meglio. Ripreso il cammino ci troviamo dinanzi ad una novità rispetto alla precedente visita che aveva fatto Derio tre anni fa: hanno posizionato un casotto in legno dove si paga un biglietto d’ingresso di 4 euro a persona. Bisogna ammettere che rispetto alla precedente visita ci sono cartelli con le indicazioni, qualche pannello esplicativo e delle aree picnic nuove di zecca, diciamo che i soldi sono stati ben spesi. L’ultimo pezzo del sentiero s’incunea in un canyon incantato, ci sono un paio di passaggi su ponti in legno sul fiume e poi finalmente la cascata che nel corso degli anni si è costruita una sorta di sala tra le pareti calcaree. 

Cascata Kozjak

Dopo le foto di rito giunge  l’ora di tornare indietro, costeggiamo in senso opposto la Soca fino al parcheggio di fronte al Kamp Koren per poi giungere al cospetto del Ponte di Napoleone che immortaliamo in qualche scatto; in ponte fu distrutto e ricostruito più volte durante vari conflitti e prende il suo nome in quanto vi marciarono le truppe di Napoleone verso il Predil. Riprendiamo la breve salita sulla strada asfaltata che ci porta al Museo caseario del caseificio Planika dove non possiamo esimerci dall’acquistare del formaggio prima di affrontare l’ultima erta verso il Museo di Caporetto. L’ingresso al museo costa 7 euro ed oltre ad un filmato in varie lingue è possibile ammirare cimeli della Grande Guerra e della famosa dodicesima battaglia dell’Isonzo, conosciuta appunto come battaglia di Caporetto; il museo è molto ben tenuto ed i reperti sono veramente strepitosi così come i plastici e le descrizioni degli avvenimenti dell’epoca. Se si è amanti della storia si può rimanere qui ore ed ore a leggere i pannelli informativi e studiare i plastici dove vengono riportate le varie battaglie che si sono combattute tra queste montagne ma anche chi non è un appassionato non può che restare a bocca aperta in un luogo del genere.

Museo di Caporetto

Terminata anche questa visita in pochi passi siamo al parcheggio, è spuntato un caldo sole e ci sediamo su un muretto a mangiare il panino che ci siamo preparati ieri sera ed a scolarci una bella birra.

GOLE DEL TOLMIN

Quando partiamo per tornare a Tolmin è quasi l’una, attraversiamo il paese fino a giungere all’ampio parcheggio delle Tolmin Gorges e facciamo i biglietti (6 euro a testa); inizia una discesa verso questa meravigliosa forra anche se come per la Soca il colore dell’acqua non è quello visto in tante foto a causa delle piogge de giorni scorsi; le Gole di Tolmin sono il punto di ingresso più basso e probabilmente il più bello del Parco Nazionale del Triglav. In un giro ad anello di un paio di chilometri abbondanti si passa su ponti in legno, si entra in grotte con l’acqua che gocciola sulla testa ed ovviamente si assiste a spettacoli della natura mozzafiato. Ammiriamo da principio la confluenza tra i fiumi Tolminka e Zadlascica per poi addentrarci in quella che viene definita “thermal spring” che per noi è la parte più affascinante e fotogenica dell’intera area.

Si sale poi verso quella che è l’attrazione più fotografata ossia la Testa di Orso, una roccia incastrata tra due pareti col fiume che scorre di sotto. Il giro termina passando sopra il Ponte del Diavolo ed andando verso l’uscita è possibile visitare la Dante’s Cave, una grotta lunga qualche chilometro; serve però attrezzatura adatta, primi tra tutti caschetto e luce frontale, noi proviamo ad entrare ma il buio pesto ci impedisce di andare avanti.

Gole del Tolmin

Terminata la visita torniamo alla nostra auto e ci dirigiamo alla stazione dei bus da dove partirà la nostra avventura lungo l’Alpe Adria Trail che potrete seguire leggendo questo articolo.

PHOTOGALLERY


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