Come abbiamo indicato nell’ultimo punto della guida sulle 20 cose da fare a Marrakech ci sono diverse escursioni che si possono fare partendo dalla città imperiale e sicuramente la più affascinante e completa è quella che vi porterà verso i deserti dell’interno. Ci sono tour che contemplano una o più notti fuori, noi abbiamo scelto quello di quattro giorni e tre notti che prevede anche due pernottamenti in campo tendato nel deserto. 

Marrakech: 20 attrazioni da non perdere

Se vuoi scoprire le bellezze di Marrakech prima di intraprendere il tour nel deserto leggi la nostra guida sulle 20 attrazioni da non perdere in città

Indice dei contenuti

COME ORGANIZZARE UN TOUR NEL DESERTO

In fase di programmazione abbiamo spulciato diversi siti internet che offrono questi tipi di servizi fino ad imbatterci in quello di Sahara Expeditions, sito di un’agenzia marocchina unicamente in lingua francese che offriva prezzi decisamente più competitivi rispetto a quelli di agenzie online italiane. Vinta la titubanza iniziale abbiamo prenotato anche perché ci richiedevano solamente un piccolo anticipo online e poi il saldo del conto direttamente nei loro uffici di Marrakech; una volta giunti in città abbiamo avuto qualche problema con il saldo ma semplicemente per un problema di incomprensione in quanto il proprietario del riad dove abbiamo alloggiato ci ha detto che se volevamo evitare di perdere tempo sarebbe andato lui alla Sahara Expeditions a saldare il conto visto che doveva farlo per altri clienti. Dopo un’iniziale incertezza gli abbiamo affidato i nostri soldi anche perché avevamo letto sul loro sito che effettuavano le prenotazioni per i tour nel deserto poi avendoci lasciato anche una ricevuta ci siamo fidati. Nel pomeriggio però ci ha contattati l’agenzia perché c’erano problemi col pagamento e lì ci siamo un attimo preoccupati, ci siamo fiondati nei loro uffici e ci ha accolti una donna che sosteneva di non aver mai ricevuto il denaro e che anzi è stato un nostro errore affidare i soldi al proprietario del riad, le abbiamo mostrato anche la ricevuta di pagamento ma per lei non aveva naturalmente alcun valore senza i soldi. Siamo tornati indietro al riad ed abbiamo fatto chiamare il proprietario, dopo alcuni tentativi ci ha detto di aspettarlo lì ma dopo trenta minuti di attesa lo abbiamo fatto richiamare. Dopo una conversazione concitata con il suo francese che non mi è sembrato tanto migliore del mio ci dice di tornare in agenzia sostenendo fosse tutto risolto. Siamo tornati alla Sahara Expeditions molto dubbiosi ma la donna al banco reception si è scusata per l’inconveniente dicendoci che in effetti il proprietario aveva lasciato il nostro saldo alla sua collega prima che lei arrivasse.

QUALE TOUR NEL DESERTO SCEGLIERE

Ma ora andiamo a parlare della parte più interessante ossia del tour vero e proprio ed occorre fare una premessa molto importante: come abbiamo accennato precedentemente in rete troverete tour di ogni tipo e per tutte le tasche, tour privati e di gruppo, con alloggi semplici o con altri decisamente più lussuosi. Noi in questo articolo racconteremo la nostra esperienza con la Sahara Expeditions, si è trattato di un tour nel quale abbiamo condiviso un minivan con altre persone e nel campo tendato anche l’alloggio con dei ragazzi australiani mentre per  la notte in hotel avevamo una stanza tripla solo per noi. Se doveste fare questa scelta quindi sarà richiesto un maggiore spirito di adattamento, a noi non è assolutamente dispiaciuto anzi è stato un plus poter scambiare chiacchiere ed opinioni con dei compagni di viaggio provenienti da nazioni e continenti diversi e poi il prezzo è stato veramente favoloso in quanto abbiamo pagato per tre persone solamente 370 € tutto compreso, dai trasporti agli alloggi ai pasti, unica cosa esclusa erano le mance.

Vi racconteremo quindi la nostra esperienza personale e cercheremo di farlo come una sorta di diario giornaliero per poter cogliere anche le sensazioni ed i sentimenti del momento.

La mappa del nostro tour

GIORNO 1: MARRAKECH-ZAGORA

TAPPE DI GIORNATA: MARRAKECH-PASSO TIZI N’TICHKA-AIT BENHADDOU-OUARZAZATE-DESERTO DI ZAGORA

Questa sarà la prima di tante sveglie all’alba durante il nostro tour nel deserto; alle 5:45 siamo già in piedi e per fortuna la sera precedente avevamo preparato tutto negli zaini quindi non abbiamo dovuto fare altro che lavarci, vestirci e lasciare il riad, depositando il resto dei bagagli nella stanzetta indicataci dal proprietario e portando con noi solo gli zaini da campeggio. Attraversando la Piazza Jemaa el-Fnaa sembra di essere in un altro posto, sono lontane le luci e i rumori dei giorni passati, a quest’ora c’è solo qualche tassista in giro e la piazza sembra ancora più grande così vuota. In dieci minuti siamo dinanzi agli uffici della Sahara Expedition, ci sono già una decine di persone in attesa di partire, facciamo una veloce colazione a base di spremuta d’arancia e omelette nel bar all’angolo mentre il marciapiede comincia a riempirsi di gente. Alle 7:30 arrivano i bus e veniamo divisi in base al tour prescelto, noi siamo insieme ad una coppia di signori greci ed a tre ragazzi australiani in un minivan da nove posti.

Lasciata Marrakech la strada comincia pian piano a salire fino a diventare una vera e propria erta che ci porta ai 2000 e passa metri del Passo Tizi n’Tichka da dove si gode un bellissimo panorama sulle valli sottostanti contornate da villaggi berberi. Facciamo una prima sosta per scattare qualche foto e fare compere da un ambulante che vende pietre tagliate a metà con all’interno dei minerali lavorati coloratissimi, il tizio ci chiede inizialmente 200 dirham per una pietra, alla fine chiudiamo la nostra trattativa con all’attivo due pietre per 100 dirham. Ripartiamo e continuiamo a salire, facciamo una seconda sosta per un caffè e per espletare le funzioni fisiologiche.

Passo Tizi n'Tichka

Ci rimettiamo in viaggio alla volta di Ait Benhaddou, la strada verso questa famosissima kasbah, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, sembra interminabile ma alla fine, dopo circa tre ore e mezza giungiamo a destinazione. La kasbah è un’architettura del mondo islamico, una cittadella fortificata situata al centro di una città e cinta da mura fortificate con delle torri e piccole aperture a testimonianza dello scopo difensivo. Ci sono un sacco di bambini ad attendere il nostro arrivo e regaliamo loro delle penne portate da casa appositamente, non dimenticherò mai lo sguardo felice di quei bambini quando hanno ricevuto quello che per noi è un oggetto insignificante, i loro occhi raggianti e le loro urla di gioia rimarranno uno degli aspetti più belli di questo viaggio. Un ragazzino più grande degli altri sarà la nostra guida all’interno della kasbah di Ait Benhaddou, ci racconta della vita al suo interno, dei tanti film girati qui, tra i più famosi Lawrence d’Arabia, Gesù di Nazareth ed Il Gladiatore. Guadiamo un fiume su dei sacchi di terra essiccata e giungiamo all’interno dell’agglomerato di case fatte con terra e paglia, sembrano molto solide a dispetto dei materiali utilizzati ma qui dentro fa davvero un caldo terribile.

Panoramica di Ait Benhaddou

Dopo un’ora la nostra visita volge al termine, diamo una mancia alla guida e torniamo al bus, pochi chilometri ci separano da Ouarzazate e dal nostro primo pranzo che si rivelerà poi il peggiore dell’intero tour. All’una siamo seduti ai tavoli all’aperto del Ristorante la Kasbah, proprio di fronte alla famosa Kasbah Taourirt, mangiamo delle brochettes di manzo e pollo piuttosto dure che ci lasciano molto delusi. Faccio conoscenza anche con i bagni pubblici marocchini dove lo scarico consiste in un secchio d’acqua da riempire direttamente da un rubinetto, solo dopo aver armeggiato vengo a sapere dall’autista che al piano superiore, nella terrazza, ci sono i bagni tradizionali! Di fronte al ristorante ci sono il Museo del Cinema ed un’esposizione di vetture d’epoca impegnate nel Rally delle kasbah.

Sono le 14 quando torniamo alla macchina che definirei piuttosto un forno, attraversiamo la Valle del Draa tra oasi di palme e montagne sullo sfondo che ci ricordano piuttosto da vicino il Grand Canyon per la loro conformazione. Facciamo qualche sosta per strada per delle foto prima di giungere a Zagora dove il nostro autista ci lascerà nelle mani dei touareg, pronti ad affrontare il deserto. Pamela acquista il turbante per proteggersi dalla sabbia mentre la coppia di greci, che non aveva bene in mente il programma della vacanza, è convinta che solo la seconda notte fosse in tenda, decidono così di restare a dormire in hotel con l’autista.

Valle del Draa
Pronta per affrontare il deserto

Alle 17:30 siamo pronti a salire sui nostri cammelli “fiammanti” non prima di aver scolato una bella birra ghiacciata, l’ideale con questo caldo. Quello delle birre sarà un altro dei tormentoni di mio cognato Antonio, sempre intento a chiedere all’autista di trovargli un posto dove berne una tanto da meritarsi il soprannome di Heineken. Il panorama di questa prima cammellata non è dei più belli, facciamo un primo breve tratto sull’asfalto per poi addentrarci in un paesaggio arido ma molto lontano dalla nostra idea di deserto, lo definirei un pre-deserto, i cammelli poi sono scomodissimi ed abbiamo tutti un gran dolore al sedere ed ai gemelli di famiglia. Per fortuna le due ore di marcia indicate sul programma sono fittizie e si riducono ad un’ora abbondante al termine della quale vediamo le dune ed il campo tendato. Siamo nella stessa tenda con i ragazzi australiani con i quali cominciamo finalmente a familiarizzare: Michael e Katrin sono una giovane coppia di sposi e con loro c’è la cugina Rachel. Il sole comincia a tramontare e scattiamo tante foto tra una chiacchiera e l’altra ed un sorso di the alla menta che ci viene puntualmente servito dai nostri cammellieri. Quando il sole è completamente tramontato e comincia a fare scuro non c’è molto da fare se non attendere il momento della cena che viene servita all’interno della tenda su dei tavolini bassi: mangiamo tajine di pollo con patate lesse e verdure, il solito ottimo pane e concludiamo con il the alla menta che diventa sempre più una prelibatezza per me. Continuiamo la conversazione con i ragazzi australiani ed entriamo sempre più in sintonia, sono molto simpatici e socievoli, quando arriva l’oscurità completa è uno spettacolo rimanere allungati a guardare le stesse luminosissime ed infinite tant’è che la guida definisce la nostra tenda un hotel a mille stelle e ha perfettamente ragione, non c’è lusso che tenga con il piacere di stare lì, soli nel deserto ad ammirare un cielo stellato. Ci prepariamo per dormire e noi, che ci eravamo portati di tutto sapendo delle temperature rigide durante la notte, notiamo che in tenda ci sono coperte e cuscini a volontà, inoltre fa molto caldo ed il sacco a pelo ci serve solo ad ammorbidire un po’ il terreno anche se verso le quattro del mattino comincerà a fare decisamente più fresco.

Campo tendato a Zagora

GIORNO 2: ZAGORA-MERZOUGA

TAPPE DI GIORNATA: DESERTO DI ZAGORA-RISSANI-DESERTO DI MERZOUGA

Come “minacciato” la sera prima la nostra guida viene a svegliarci alle 5:30 per assistere allo spettacolo dell’alba nel deserto; nonostante la nottata non sia stata delle più comode e proprio a quell’ora stavamo cominciando ad adattarci al nostro giaciglio non facciamo troppe storie per alzarci attirati dalla curiosità di vedere il sole sorgere tra le dune e veniamo ripagati veramente alla grande, la sabbia si colora di rosso e sembra accendersi sempre più, scattiamo tante foto e pensiamo ai greci che hanno deciso di perdersi quest’emozione. I cammelli sono già pronti a rimettersi in marcia ed alla sola idea ci vengono già i primi dolori ma c’è prima la colazione da consumare in tenda, pane arabo con burro e marmellata, davvero squisita. Saliamo “a bordo” anche se il mio cammello fa un po’ il bizzoso, in ogni modo partiamo e ripercorriamo lo stesso tragitto dell’andata con l’autista che viene a riprenderci insieme ai greci.

Il mio fido cammello

Torniamo in città, esattamente nel negozio del venditore di turbanti che c’invita in un altro negozio, la scusa ufficiosa è quella di offrirci un the alla menta e di usufruire delle toilettes ma quella ufficiale è di mostrarci dei tappeti persiani. Comincia una lunga illustrazione dei vari modelli tra un sorso di the e l’altro ma alla fine sia noi che gli amici australiani usciamo a mani vuote anche perché dove diavolo volete che mi metta un tappeto persiano nello zaino? Facciamo una foto al cartello dei 52 giorni a Tombouctou anche se credo che sia una rivisitazione dell’originale perchè quello che avevo visto in foto su una rivista mi sembrava diverso.

52 giorni a Tombouctou

Proseguiamo per la lunga strada che ci porterà a Merzouga fermandoci per strada in una fabbrica che produce oggetti in marmo con all’interno fossili di cui pare le montagne del Marocco siano piene: comperiamo qualche ricordo per amici e familiari e proseguiamo dopo aver assistito alla lavorazione del marmo. Facciamo sosta per il pranzo in un ristorante piuttosto carino, mangiamo un’ottima insalata mista come antipasto, poi brochettes, questa volta molto buone e tajine, ci scoliamo anche quattro birre, una Coca Cola ed una bottiglia d’acqua. Arrivati a Rissani attraversiamo la sua sfarzosa porta d’ingresso e facciamo l’ultimo carico d’acqua per affrontare il deserto poi svoltiamo per una strada sterrata che percorriamo in 20/25 minuti prima di arrivare all’Hotel Yasmina, base per l’escursione alle dune di Merzouga. La location è bellissima in quanto l’hotel è proprio a ridosso delle dune che stavolta sono di un rosso acceso e sopratutto molto più alte di quelle di Zagora, questo è un vero e proprio erg sahariano. qui ci sono anche delle docce a disposizione e ne approfittiamo per darci una rinfrescata dopo la notte passata in tenda.

Il deserto dall'Hotel Yasmina

Alle 17 siamo pronti ad affrontare nuovamente il deserto belli, puliti e profumati; lo scenario è davvero mozzafiato, facciamo su e giù per le dune e ad ogni salita e discesa rimaniamo a bocca aperta perché ci aspetta una duna sempre più alta. In 45 minuti siamo al nostro campo tendato, la nostra guida Ibrahim (Pamela lo ha subito ribattezzato Ibrahimovic) ci offre un the alla menta e stende un tappeto sulla sabbia dove consumiamo la nostra bevanda facendo quattro chiacchiere in libertà, anche i greci che ci erano sembrati un po’ musoni fino ad allora si sciolgono, scopriamo chiamarsi Ioannis e Georgia e lui si rivelerà da lì in avanti un instancabile chiacchierone. Vediamo in lontananza dei ragazzi che fanno sandboard, scivolano con una tavola tipo snowboard giù dalle dune, io ed Antonio cerchiamo un qualsiasi pezzo di legno tra le cianfrusaglie che ci sono nel campo tendato ma non troviamo niente che possa fare al caso nostro allora saliamo su una duna ripidissima con in spalla il sacco a pelo ma niente da fare, non scivola proprio e sconsolati e delusi scendiamo giù rotolando.

Continuiamo le chiacchiere sul tappeto e si fa buio, stiamo aspettando un altro gruppo che arriverà quando ormai è completamente scuro, ci domandiamo ancora oggi come riescano a trovare la strada: finalmente giunti gli altri ragazzi possiamo sederci a tavola in una tenda enorme che ci ospita tutti, purtroppo c’è un forte vento ed entra sabbia di continuo cosi mangiamo tajine al pollo e sabbia. Al termine della cena sorseggiamo il solito the ed ascoltiamo le guide suonare i bonghi poi sopraffatti dalla stanchezza ed aiutati da una sigaretta truccata ce ne andiamo a dormire. Le tende questa volta sono da quattro persone quindi con noi dorme Rachel mentre gli altri due australiani ed i due greci sono nell’altra tenda; per fortuna non entra sabbia e riusciamo a dormire piuttosto tranquillamente fino all’una quando sento la porta aprirsi ed entrare un forte vento, cerco di mettere altri cuscini per tamponare ma niente da fare, cerco la coperta che avevano messo le guide all’esterno per tenere chiusa la porta ma non la trovo più, dopo qualche tentativo riesco con l’aiuto di Pamela a sistemare la situazione per poter dormire fino all’indomani.

Deserto di Merzouga

GIORNO 3: MERZOUGA-GOLE DEL DADES

TAPPE DI GIORNATA: DESERTO DI MERZOUGA-GOLE DEL TODRA-GOLE DEL DADES

Ancora una sveglia alle 5 o poco più tardi ma questa volta lo sforzo non è ripagato in quanto ci sono delle nuvole che impediscono di goderci l’alba, non ci resta che tornare dai nostri amati/odiati cammelli e partire alla volta dell’Hotel Yasmina per la colazione, prima però ci godiamo il siparietto di Antonio che cade mentre cerca di salire sul cammello e finisce proprio tra gli escrementi dei gobbuti quadrupedi tra l’ilarità generale. Arrivati all’hotel facciamo colazione a base di galettes, burro, marmellata, the, caffè e latte in quantità industriale, facciamo una bella doccia tonificante e partiamo alla volta delle Gole del Todra. Arriviamo a destinazione verso mezzogiorno dopo una sosta per uno spuntino a mezza strada: prenotiamo un tavolo in un ristorante proprio all’inizio del percorso a piedi e ci diamo appuntamento per il pranzo di lì ad un’ora. Il posto è molto affollato, ci sono tante persone che si bagnano nelle acque piuttosto fresche ma di un azzurro intenso del fiume, passiamo il punto più stretto ed osserviamo dei freeclimbers arrampicarsi su per le rocce.

Gole del Todra

Terminata la breve escursione torniamo al ristorante dove mangiamo divinamente, decisamente il pranzo migliore del tour: omelettes berbere e ai formaggi, un’insalata mista superba ed altre prelibatezze di cui ora mi sfugge il nome ma finalmente qualcosa di diverso dalle solite tajine e brochettes. Terminato verso le 14 ed a pancia piena avremmo voglia di schiacciare un bel pisolino invece ci dirigiamo verso un’oasi tra Erfoud e Tafilalet, ci dicono una delle più grandi del mondo con i suoi 35 km di lunghezza, qui coltivano un po’ di tutto e facciamo una passeggiata tra le piante di olivo, di fico, di arance e via discorrendo, poi visitiamo una kasbah con annessa sosta in un altro negozio di tappeti dove questa volta gli amici australiani fanno compere.

Oasi di Erfoud e Tafilalet

All’uscita si scatena una pioggia fragorosa che per fortuna dura pochi minuti, mio cognato Antonio è in crisi d’astinenza da birra quindi facciamo una sosta ad hoc e poi proseguiamo per le Gole del Dades dove alloggiamo presso l’Hotel Le vieux Chateau che ha una magnifica vista proprio sulle gole: finalmente un letto ed una doccia tutta per noi. Alle 8 c’è la cena, ci servono un harira ossia un brodo con patate e spezie, poi cous cous con pollo ed infine della macedonia; dopo cena cadiamo stanchi morti tra le coperte del nostro soffice letto.

GIORNO 4: GOLE DEL DADES-MARRAKECH

TAPPE DI GIORNATA: GOLE DEL DADES-VALLE DELLE ROSE-VALLE DELLE MILLE KASBAH-OUARZAZATE-MARRAKECH

Finalmente ci alziamo ad un orario più decente ma nemmeno più di tanto, alle 6.30 infatti siamo in piedi e mezz’ora dopo facciamo colazione con le ormai solite cose, alle 8 siamo in strada diretti alla Valle delle rose dove osserviamo le infinite distese di fiori con donne e bambini intenti a formare collane da vendere ai turisti, le signore del nostro gruppo approfittano per fare uno shopping sfrenato a base di acqua di rose ed altre diavolerie del genere mentre noi maschietti scattiamo qualche foto qua e là.

Attraverso la Valle delle mille kasbah torniamo a Ouarzazate poco prima delle 12, visitiamo la Kasbah di Taourirt con una guida che rende molto interessante il suo racconto pieno di aneddoti e soprattutto in un italiano eccellente. Prima di pranzo il nostro amico greco decide di visitare un negozio dove vendono tovaglie d’organza di cui aveva letto sulla Lonely Planet, le trattative sono estenuanti e tutti vorremmo ucciderlo visto che siamo ad aspettarlo sotto il sole cocente, per fortuna un negoziante vicino ci offre degli sgabelli ed un posto all’ombra dinanzi alla sua boutique, naturalmente dopo che le nostre donne avevano fatto incetta di regali e pensierini.

Kasbah di Taourirt

Finalmente si pranza, questa volta andiamo in un ristorante che propone cucina marocchina ma anche internazionale con tanto di hamburger, hot dog e pizza. Naturalmente evitiamo quest’ultima e ne siamo contenti dopo che Michael ci ha quasi obbligato ad assaggiare un pezzo dalla sua quattro stagioni, mangiamo invece delle ottime insalate e panini. Dopo pranzo è tutta una lunga strada fino a Marrakech, ne approfittiamo per dormire in macchina e recuperare un po’ di forze: alle 18 siamo dinanzi agli uffici della Sahara Expedition dove salutiamo l’autista Rashid ed i due greci mentre con il trio aussie ci facciamo tre o quattro birre al solito Hotel Tazi prima di congedarci.

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Categorie: Marocco

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